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12 ottobre 2004

MIGRAZIONI

Questo blog si è trasferito su Splinder.

Ringraziamo tutti i lettori che ci hanno seguito finora e li invitiamo

a seguire il progetto Sferapubblica su Splinder: sferapubblica.splinder.com

Sferapubblica si avvalerà delle corrispondenze di VIP da Cincinnati, Ohio (USA)

e di Mamario, che scriverà da Jena, in Germania ( l'Italia ormai è una provincia

nel mondo e bisogna in qualche modo aggiornarsi...).

Arrivederci su Splinder dunque.




permalink | inviato da il 12/10/2004 alle 14:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

24 luglio 2004

IL COMMISSARIO BUTTIGLIONE

Non è il ruolo di protagonista di nuova fiction di Rete 4, ma è il posto di sostituto di Monti a Bruxelles, la manna elargita oggi dal premier. Buttiglione, già pratico di genuflessioni e ringraziamenti ad un Altissimo,  ha subito manifestato gratitudine, spendendo parole commosse sul “gesto di generosità”, che lo ha elevato a membro della Commissione Europea.

L’Italia sostituisce quindi un autorevole commissario europeo nella strategica posizione di responsabile dell’Antitrust, con un politico mediocre, bigotto, trasformista, poltronista e poco telegenico, che a Bruxelles in Commissione si occuperà  con ogni probabilità delle varie ed eventuali. “In Italia sarò nessuno ma in Europa sono qualcuno”, ha dichiarato baldanzoso (e speranzoso) Buttiglione, che ce la metterà tutta per dimostrare tutto il proprio valore a Bruxelles.

Per fermare l’impeto di Follini, il premier ha utilizzato il suo metodo preferito: non potendo convincere l’andreottiano segretario dell’UDC ad accettare una poltrona, si è rivolto ai suoi più malleabili e dsponibili compagni di partito (come lo scalpitante Tabacci), offrendo loro cariche, incarichi e nastri da tagliare. Caustico il commento di Verderami sul Corriere: “Per cautelarsi, da ieri il filosofo ha inaugurato un metodo politico, quello di chi tratta direttamente con il Cavaliere: oggi una designazione per la Commissione europea, domani una poltrona da ministro, dopodomani un posto da consigliere in una società pubblica... Quanto potrebbe reggere l’Udc se il «metodo Buttiglione» divenisse una regola?”




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23 luglio 2004

ARNOLD ROCKS



 



 



 



 

Arnold non le manda a dire e va dai giornalisti a dichiarare che non appoggerà la campagna per le elezioni presidenziali di Bush.  Con i sondaggi che danno Kerry e Bush in parità, Schwarzenegger, attualmente il politico più popolare in America, potrebbe diventare l’arbitro della sfida con le sue indicazioni di voto.  Lui però non ci sta, e con la spada utilizzata nel film Conan il barbaro bene in vista sulla scrivania, dichiara che è in buoni rapporti personali con Bush, ma che l’attuale Presidente dovrà guadagnarsi i voti dei californiani (come fece anche lui del resto), rispondendo ai cittadini delle sue scelte (leggi Iraq).

Con il suo motto Action, action, action, Arnold è diventato il politico con il tasso di approvazione dell’operato più alto d’America (65%) e la grande stampa, dal New York Times all’Economist, lo ricopre di elogi. La politica “muscolare” di Schwarzenegger è ibrida tra destra e sinistra, conservatore in materia fiscale ed economica, liberale sulle questioni sociali. La coalizione che lo sostiene è formata da repubblicani, democratici, indipendenti e anche da un verde. Mentre Berlusconi in Italia ordina tagli alla spesa pubblica e aumenti delle tasse indirette dal suo bunker in Sardegna, Schwarzy si è seduto al tavolo con sindacati e parti sociali per negoziare tagli alla spesa nelle scuole, nelle università, negli enti locali, nelle contee  e nei comuni, bloccando ogni aumento di stipendio per i prossimi due anni. Al sindacato dei secondini che da anni chiedeva un aumento di stipendio, Arnold ha strappato una diminuizione dei contributi pensione.   

La ricetta del successo di Arnold è formata da un sano pragmatismo manageriale nella gestione della politica, dalla riuscita trasposizione in politica del feeling hollywoodiano con il pubblico/elettorato, e da un’immagine di governatore disponibile, pro-attivo e ottimista. Mentre Washington è ancora in preda alle fobie e alle paranoie millenaristiche dei neocon, Arnold addita obbiettivi concreti come il pareggio di bilancio, chiede sacrifici e sceglie “i suoi collaboratori per la capacità, non per il partito”.




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17 luglio 2004

SINISCALCO

Siniscalco (arc. seniscalco o senescalco) s. m. (pl. –chi).  Nel Medioevo, titolo di maestro di casa o maggiordomo della famiglia reale o della grandi famiglie feudali e aristocratiche | In seguito, titolo di alti funzionari reali o imperiali, con mansioni di carattere diverso, amministrative, politiche e anche militari: il s. di Tolosa, di Provenza, ecc… [dal lat. mediev. siniscàlcus].

 (Devoto-Oli, Enciclopedia Treccani)




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12 luglio 2004

VORTICE DI MAGGIORANZA

Ieri sera, vorticoso vertice di maggioranza a Roma,  ben 3 i tavoli su cui si è giocata la partita più grande: l’assetto futuro della coalizione alle Regionali del 2005 e alle politiche del 2006. E stasera si continua fino a tarda notte. L’UDC mira a sostituire Forza Italia come partito di riferimento della coalizione e la conquista del centrodestra è partita dai buoni risultati elettorali in alcune regioni del Sud coma la Sicilia. Nonostante le minacce di ritorsione mediatica da parte del premier, Follini tiene duro e crede di poter uscire vincitore dalla verifica, soprattutto dopo che Fini si è accontentato della promessa di qualche poltrona (una priorità di AN) e ha chiuso con le richieste.

La proposta di Fini come Ministro dell’Economia all’ombra di Berlusconi è una mossa da vecchia volpe DC: Follini sa che  il governo è in difficoltà, la coalizione del 2001 non esiste più e la Lega si avvia verso la dissoluzione. Bruciati Berlusconi e Fini, non resterebbe che un solo candidato alla Presidenza del Consiglio nel 2006 (magari con una nuova legge elettorale proporzionale e l’appoggio dei moderati del centrosinistra). Vedremo come andrà a finire.




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4 luglio 2004

L'IRA DI GIANFRANCO

L’ira post-elettorale di Gianfranco Fini si è scatenata sul ministro Tremonti. Dopo il successo delle campagne elettorali di AN e UDC, che hanno puntato da subito alla cannibalizzazione dei loro alleati di governo, Forza Italia in primis,  Follini ha tirato la volata a Fini, proclamando urbi et orbi che la monarchia berlusconiana è finita. La resa dei conti è arrivata quando Berlusconi e Tremonti hanno cominciato a proporre politiche economiche (e “gli artifici contabili”, parole di AN) volte a riguadagnare i voti persi alle elezioni: la riforma federale e il taglio delle tasse (e della spese della PA). AN e UDC, che hanno preso quasi tutti i loro voti nelle regioni del Sud e nel pubblico impiego, si sono schierate da subito contro il federalismo e contro una riforma della tasse che abbasserebbe la pressione fiscale perlopiù sui ceti con il reddito più elevato.

Si avvera la profezia di Ilvo Diamanti, che qualche tempo fa spiegò la complessa natura della base sociale che sostiene la maggioranza. Mentre il centrosinistra ha il suo bacino elettorale principale nel centro Italia, il centrodestra unisce due anime: una nordista-padana, federalista e liberista, e una meridionale popolare. Quando le cose (l'economia) vanno bene le due anime vanno a braccetto, quando vanno male ecco che cominciano a litigare.




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26 giugno 2004

TV LONDRA

 

 

 

 

 

Leggendo un post sull’efficacia della lotta al terrorismo, mi è tornato  in mente un articolo di ieri del Corriere della Sera: parlava del progetto della BBC di creare un canale satellitare all news in arabo, una sorta di Radio Londra del Medioriente.  La BBC aveva già tentato una collaborazione con i sauditi con il canale Orbit. Il tentativo era fallito nel 1996 a causa del fastidio dei regnanti sauditi per alcuni servizi sulle decapitazioni di criminali in Arabia. La BBC non accettò censure, la tv chiuse i battenti e giornalisti e tecnici furono assunti da Al Jazeera.

Lo scopo della nuova tv  è quello fornire un’informazione obbiettiva e civile, contrapponendosi da un lato alla tv anti-occidentale Al Jazeera e dall'altro all’occidentalista Al Hurra (“La Liberazione”), canale creato dal Pentagono “che rispecchia fedelmente la politica di Washington” (così nell’articolo). 
Il terrorismo è un fenomeno socio-politico di notevole complessità: alla lotta ai violenti bisogna affiancare la lotta al retroterra culturale, sociale e politico che alimenta le legioni dei fanatici.  Il tentativo del Foreign Office è coraggioso, vedremo se riuscirà a non restare schiacciato tra due estremi.




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22 giugno 2004

UN TESAURO DI CONSIGLI INASCOLTATI

Non c’è molto da aggiungere alla relazione del Presidente dell’Antitrust Giuseppe Tesauro. In sintesi: in Italia manca la libera concorrenza, e siccome la concorrenza è il cardine dello sviluppo economico, in Italia non c’è sviluppo economico. Messaggio chiaro, semplice e immediato, che però interessa a pochi. La mancanza della libera concorrenza destina l’Italia ad essere una provincia del mondo, ai margini del progresso economico e tecnologico, dominata da un capitalismo artigianale, privo di prospettive, asfissiato dall’economia delle rendite finanziarie e immobiliari. Tesauro spiega inoltre che nell’economia italiana ci sono troppi settori dominati da monopolisti, elettricità e gas, in particolare; ciò spiega prezzi superiori alla media europea anche del 30%. Nel Paese del ceto medio e della rendita, il futuro politico è in mano alle vecchie generazioni, l’elettorato più consistente e restio ai cambiamenti. 




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21 giugno 2004

LIVING WITH BILL CLINTON

Si parla di Clinton Revival negli Stati Uniti, dopo l’uscita dl libro dell’ex Presidente. Qualcuno già suggerisce a Kerry di imparare qualche trucco dalla vecchia volpe. Scelto come cavallo di battaglia in politica estera (veterano del Vietnam, tendente al pacifismo e all’isolazionismo), Kerry presenta molti punti deboli sulla politica interna (piatto forte di Clinton): viene dal Nord-Est, è liberale, vicino ai sindacati e contrario alla pena di morte. Tutti “difetti” che Clinton non aveva: proveniente dal Sud conservatore (come Bush), tendente al populismo, propenso alle riforme del welfare e del sistema educativo, favorevole alla pena di morte (ne comminò diverse, anche ad un minorato mentale).

Se è vero che la destra americana si avvia a votare Bush qualunque cosa succeda, allora il Partito Democratico dovrà preoccuparsi di come convogliare la publicity dal vecchio Bill al nuovo candidato alla Casa Bianca (Clinton lasciò il suo mandato con un tasso di approvazione “reaganiano” del 68% nel 2000).

Vi segnalo questo sito: http://www.bush2004.com/




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18 giugno 2004

ARNOLD CONTRO BUSH

Questo blog si è già occupato in passato del fenomeno Schwarznegger, attuale governatore della California e uomo nuovo della destra americana ormai già post-neocon. Conservatore e ambientalista, repubblicano laico e sostenitore dei diritti dei gay, più scettico del candidato democratico Kerry sulla guerra in Iraq, Schwarznegger è il prodotto unico del melting pot tra la cultura delle televisione commerciale e quella dei figli dei fiori nella California degli anni ’70 (Arnold era il pioniere delle televendite con i prodotti per il fitness in tv, mentre Janis Joplin cantava contro la guerra in Vietnam).

Dopo essere volato a Washington per chiedere una riduzione dei contributi californiani al bilancio federale, oggi Schwarznegger guida la “secessione” di alcuni Stati americani che vogliono aderire al Protocollo di Kyoto, sulla riduzione delle emissioni di gas serra, contro la politica di smantellamento delle normative ambientali del Presidente Bush. La normativa approvata in California impone alle case automobilistiche di produrre modelli di auto meno inquinanti (fino al 30% di riduzione di gas carbonici).  La sfida a Bush è cominciata, e c’è già chi chiede di abolire il divieto di candidarsi a Presidente per chi non è nato in USA.<




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